| Calvizie? Ci pensano le cellule staminali |
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Per combattere la calvizie scendono in campo le cellule staminali: è questa la novità emersa a metà gennaio da uno studio condotto da una equipe di ricercatori dell’Istituto dei tumori di Genova, guidata dal professor Pierluigi Santi ordinario di chirurgia plastica convenzionata. E con i fondi che si potrebbero ricavare da questa iniziativa, si potrebbero finanziare nuove ricerche e iniziative per la lotta al cancro. La ricerca è partita analizzando con quale tecnica si potessero costituire lamine di cute usando le cellule staminali contenute nel bulbo. I ricercatori hanno scoperto che dividendo in due parti il bulbo di un capello, ognuna è capace di ricreare un bulbo in modo integrale. Ripetendo questa operazione, gli studiosi si sono resi conto che da un singolo capello si riesce ad ottenerne una decina e che tutti possono essere impiantati sul paziente calvo senza alcun rischio di rigetto. Il professor Pierluigi Santi ha detto che le cellule staminali utilizzate vengono prese nel follicolo del capello e possono essere impiegate per ricreare altri capelli o lembi di pelle. Questa tecnica potrebbe essere molto utile soprattutto per alcune categorie di lavoratori a rischio, come i vigili del fuoco: secondo gli esperti, si potrebbero conservare in una futura banca della cute campioni di pelle e di capelli da utilizzare qualora questi soggetti a rischio fossero coinvolti in incidenti con ustioni. Tra qualche mese il laboratorio, è stato fatto notare, sarà in condizioni di eseguire i trapianti di capelli sull’uomo. Ovviamente gli esperti hanno sottolineato che si tratta di un servizio a pagamento che l’Istituto dei tumori di Genova offrirà a chi volesse riavere un folta capigliatura: il denaro ricavato, è stato promesso, verrà i9nvestito per sostenere altre ricerche contro le neoplasie. |









