Conferenza Italiana per lo Studio e la Ricerca sulle Ulcere, Piaghe, Ferite e la Riparazione Tessutale
 
Home arrow News arrow Notizie Recenti arrow La Terapia a Pressione Negativa per le ferite
venerdì 18 maggio 2012
Contenuti
Home
Associazione
Iscrizione
Newsletter
Formazione
Eventi CO.R.TE.
Eventi del Settore
Rassegna Stampa
News
Comunicazioni CO.R.TE.
Premi
Link utili
Contatti
Consulta le relazioni online
L'Impatto Sociale della Malattia
"Ulcera Cutanea Cronica"
La Terapia a Pressione Negativa per le ferite Stampa E-mail

(NPWT –Negative Pressure Wound Therapy):un’indagine di CORTE sullo stato dell’arte e sulle tendenze evolutive

Lo scorso luglio CORTE ha condotto un’indagine tra i propri iscritti per esplorare le modalità di utilizzo della Terapia a Pressione Negativa (NPWT) in Italia.
La NPWT è la terapia topica delle lesioni cutanee per stimolare il processo di guarigione attraverso l’applicazione di una pressione sub-atmosferica controllata direttamente sul letto di ferita.

L’uso della NPWT ha trovato riscontro positivo nel trattamento di ferite di varia eziologia, sia di natura acuta (traumatiche, ustioni, esiti post-chirurgici) sia di natura cronica (ferite da pressione, ulcere vascolari, ulcere del piede diabetico). Molti autori indipendenti concordano su questa definizione, seppure con differenti sfumature 1,2,3.
Nonostante una reale diffusione della NPWT sia iniziata solo alla metà degli anni 90, generando un inevitabile incremento di pubblicazioni, in realtà, i primi riscontri clinici pubblicati sull’efficacia di tale terapia risalgono addirittura agli anni 50-60 4,5,6,7,8 .

L’uso della Negative Pressure Wound Therapy ha introdotto drastici miglioramenti nella cura delle ferite, pertanto, il capitolo di spesa dedicato all’acquisizione di questa terapia rappresenta in tutto il mondo una voce importante nei costi dei presidi non farmacologici per la cura delle ferite. Negli ultimi tempi si sono resi disponibili nuovi dispositivi per la NPWT che permetteranno ai clinici diverse possibilità di scelta, ad esempio, attraverso l’introduzione di filler diversi da quello in schiuma, fino a poco tempo fa, unico presente sul mercato.

La conoscenza e l’utilizzo della NPWT tra i professionisti clinici è molto differenziata a seconda della specializzazione e del tipo di coinvolgimento nel wound care. Fino ad oggi mancavano dati sul livello di conoscenza della terapia e sulla frequenza e la modalità di utilizzo. Mancava inoltre un’indagine che chiarisse gli ostacoli da superare per aumentare l’impiego di una terapia che, seguendo i criteri di appropriatezza, sta conducendo ad un notevole miglioramento nei tempi e nei risultati clinici nel trattamento di ferite difficili.

Per queste ragioni CO.R.TE. ha condotto uno studio attraverso un’indagine online che rappresenta dunque un importante strumento conoscitivo delle tendenze in atto in Italia.

All’indagine hanno partecipato 115 clinici, in maggioranza chirurghi ed infermieri professionali. Si tratta di professionisti con molti anni di esperienza (in media 19,16 anni) e che lavorano prevalentemente al nord (grafico 1).

Grafico1

L’esperienza nell’utilizzo della NPWT risulta mediamente più ridotta, circa 3 anni ed anche l’indice di penetrazione dimostra come in Italia questa terapia non abbia ancora raggiunto una diffusione capillare.
Infatti, settimanalmente, a fronte delle 12,35 ferite trattate, mediamente, solo per 1,71 viene utilizzata la NPWT, dunque il 13,85% (grafico 2).

 

Grafico2La durata del trattamento è un altro elemento interessante da indagare per meglio comprendere l’utilizzo della NPWT. I risultati indicano che il trattamento con terapia a pressione negativa in regime ospedaliero ha una durata media di 10,71 giorni, mentre l’utilizzo al domicilio del paziente si dilata fino a 19,37 giornate. Indicativamente, sono tra il 10 ed il 30% i pazienti che iniziano la terapia in ospedale e poi, una volta dimessi, la proseguono a casa (figura 1).

 

Figura1

 

 

Tra i tipi di ferita che più frequentemente vengono trattati con NPWT prevalgono le lesioni traumatiche e le ulcere da pressione, anche se è comunque ampia la varietà di lesioni cutanee sulle quali viente utilizzata la terapia a pressione negativa (Grafico 3).Grafico3

 

Dal punto di vista gestionale, è soprattuto la mancanza di disponibilità del dispositivo che limita l’utilizzo della NPWT, così come pure il costo elevato. Invece, da un punto di vista clinico, la localizzazione della ferita e la sensibilità al dolore del paziente sono i maggiori ostacoli all’utilizzo della terapia (tabella 1).

Tabello1

Questi risultati forniscono spunti interessanti per chiarire lo stato dell’arte nell’uso della NPWT e per stimolare ulteriori campi di indagine. Ad esempio può essere confrontata con un’analoga indagine svolta negli USA e che ha coinvolto circa 300 clinici tra chirurghi ed infermieri professionali e che ha evidenziato come in nord America la NPWT abbia un tasso di penetrazione di circa il 30%. Infatti, i professionisti coinvolti hanno dichiarato di utilizzare la terapia negativa per 12 ferite ogni 38 trattate mediamente al mese.

Un altro spunto potrebbe essere lo studio dei risultati, infatti sembra che sia possibile l’ottenimento di risultati clinici e sperimentali equivalenti con le diverse tecniche disponibili 9,10. Quindi è utile concentrare la ricerca sui meccanismi di azione della terapia, ancora poco conosciuti11.

 


 

1-"The Negative Pressure Therapy is the application of subatmospheric pressure either continuously or intermittently to an open wound" – “Morison, MJ et. al. Chronic Wound Care a Problem based learning approach (2005) Mosby London (pg 154)

2-”Negative Pressure Wound Therapy (NPWT) is a mechanical wound care treatment that uses controlled negative pressure to assist and accelerate wound healing" "Bryant, Ruth Acute and Chronic Wounds,(2000) Mosby St. Louis, (pg 436)

3- "Several topical treatments have been developed to promote healing in chronic wounds, including the application of negative pressure to the wound bed, tyypically referred to as negative pressure wound therapy (NPWT)". J WOCN May/June 2004 (pg 101)

4-Raffl AB. The use of negative pressure under skin flaps after radical mastectomy. Ann Surg. 1952;136:1048.

5- Silvis RS, Potter LE, Robinson DW, Hughes WF. The use of continuous suction negative pressure instead of pressure dressing. Ann Surg. 1955;142:252-256.

6- Deaton WR Jr, Clutts GR. Use of negative pressure as a method of draining extensive wounds. Am Surg. 1957;23:278-280.

7-Safronov AA. [Vacuum therapy of trophic ulcers with simultaneous autoplastic skin transplantation]. Nov Khir. 1962;3:3-8.

8-Dvuzhil'naia ED, Iuzhakov SF. [The use of vacuum therapy in suppurative inflammatory processes]. Klin Khir. 1967;5:32-40.)

9. Campbell E.P., Smith S Gary, Smith M J. Retrospective clinical evaluation of gauze-based negative pressure wound therapy. International Wound Journal. 2008; VolNO 2:280-286

10. Malin Malmsjo, Richard Ingemansson, Robin Martin, Elizabeth Huddleston. Wound Rep Reg (2009) 17 200-205

11. Smith M J, Robin Martin. Mode of action of Negative Pressure Wound Therapy: a new perspective. Poster published at The World Union Healing society, Montreal 2008

 

 

 

 
 
© 2012 www.corteitalia.org
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.
Design by Mamboteam.com | Powered by Mambobanner.de