| Diabete, attenzione alla disfunzione ventricolare sinistra |
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Diabete e scompenso cardiaco, un legame pericoloso, ma stretto: a dimostrarlo è lo studio epidemiologico Dyda (Left ventricular DYsfunction in DiAbetes), Prevalenza e Incidenza della Disfunzione Ventricolare Sinistra nei pazienti diabetici senza cardiopatia clinica, promosso dai Centri Studio dell'Associazione Medici Diabetologi (Amd) e dall'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco), avviato nel 2007 per valutare proprio il rapporto tra questa patologia cronica, che colpisce oltre 4 milioni di italiani, e la grave complicanza cardiovascolare.
I risultati preliminari dell’indagine ( quelli definitivi sono attesi per il 2011), condotta su 960 soggetti, confermano che un diabetico su due presenta segni ecocardiografici di disfunzione ventricolare sinistra, primo passo verso lo scompenso cardiaco, spesso senza mostrare alcun sintomo o aver sofferto in precedenza di disturbi cardiaci. Secondo Marco Comaschi, coordinatore dello studio insieme a Carlo Giorda e Mario Velussi, peggiore è il controllo glicemico, maggiore è il rischio di scompenso cardiaco, che a sua volta aumenta al crescere di sovrappeso, circonferenza della vita e ridotta attività fisica. Che il diabetico con emoglobina glicata (Hbac1) stabilmente superiore al 7% avesse un maggiore rischio di andare incontro a disturbi cardiaci come angina, coronaropatia, infarto o aictus, era già noto da tempo, ma lo studio Dyda colloca lo scompenso cardiaco al primo posto tra i nemici del cuore del paziente diabetico. |









