| Ferite Difficili |
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Da quest'anno inseriti nei LEA le medicazioni per trattarle Tra le cause dell’aumento di piaghe da decubito, ulcere vascolari e diabetiche, c’è soprattutto l'invecchiamento della popolazione. Il loro trattamento è un problema sociale importante, che pesa non solo sul Servizio Sanitario Nazionale, ma anche sul 90 per cento dei pazienti non ospedalizzati, in particolare quelli più anziani con redditi bassi. In Italia infatti solo la regione Piemonte è in regime di rimborsabilità al di fuori dell’ospedale. Per curare le ferite difficili il SSN spende ogni anno oltre un miliardo di euro, a cui vanno aggiunti gli oneri sociali legati alle giornate lavorative perse, tra pazienti, ma anche familiari assenti dal lavoro per assisterli. Da quest’anno tuttavia qualcosa cambierà: i farmaci e i presidi necessari per trattare le lesioni cutanee difficili (alginati, idrocolloidi, schiume e a breve anche antidolorifici a lento rilascio e VAC therapy) saranno inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e saranno totalmente rimborsabili. L’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza in merito alle ferite difficili è il frutto di un incontro avvenuto lo scorso dicembre tra Ministero della Salute e Federanziani (l’associazione per la tutela dei diritti e la qualità di vita della terza età), che ha portato alla radicale modifica della normativa sulla terapia, tanto da determinare il rinvio della manifestazione delle persone colpite, prevista a Roma a piazza Montecitorio prima di Natale. Secondo Roberto Messina, presidente di Federanziani, questa decisione è importante anche perché gli anziani con un reddito medio di 600 euro al mese non possono sostenere il costo della loro malattia. Per dispensare presidi e medicazioni occorrerà una prescrizione di medici specialisti, in particolare diabetologi, flebologi, dermatologi, vulnologi, chirurghi plastici e vascolari. |









